Apri il cancelletto, butti l’occhio al confine del giardino e già ti viene in mente una parete verde. Proprio lì l’alloro cresce con un portamento tutto suo, mantiene un aspetto decorativo in ogni stagione. Non è soltanto una pianta aromatica da tenere in cucina.
Perché l’alloro funziona così bene
L’alloro (Laurus nobilis) è un sempreverde mediterraneo che cresce fitto e compatto, senza chiedere sostegni o strutture particolari. In pratica, lo pianti e lui fa il resto: ottimo per creare siepi, quinte verdi, piccoli divisori naturali o angoli un po’ più riparati.
Il suo punto forte è il portamento naturale. Se lo si segue un po’ e lo si cura con una certa costanza, cresce fitto, con foglie compatte e un po’ coriacee, lucide, di un verde intenso. In primavera può far spuntare piccoli fiori gialli, poi con il passare dei mesi compaiono le bacche sulle piante femminili.
Chi passa spesso a sistemare il giardino lo vede al volo: rispetto a tante altre piante ornamentali, l’alloro se la cava con pochi interventi.
Coltivazione semplice, resa alta
L’alloro sta bene in un terreno ben drenato, non troppo pesante ma comunque abbastanza ricco, magari alleggerito con un po’ di sostanza organica.
Bastano poche attenzioni:
- trovare un punto ben esposto al sole o, se proprio non si può, in una zona di leggera ombra
- evitare che l’acqua rimanga ferma a lungo
- fare una potatura leggera giusto per togliere i rami secchi o quelli troppo interni
- aprire un po’ la chioma senza svuotarla eccessivamente
Nei giardini mediterranei lo si sceglie spesso per manutenzione ridotta, anche se la velocità di crescita e la compattezza cambiano secondo il clima, l’esposizione e la qualità del terreno.
Come capire qual è quello giusto
Dai un’occhiata a questi particolari:
- foglie strette e allungate, piuttosto robuste e dal profumo evidente quando le si sfrega tra le dita
- verde intenso, pieno, che non tende troppo al chiaro
- portamento compatto, con la pianta che resta abbastanza ordinata
- profumo aromatico deciso, lo stesso che si riconosce nelle foglie usate anche in cucina
In vivaio si trovano parecchie piante da siepe con foglie che, a una prima occhiata, sembrano quasi uguali. Il modo più pratico è mettere a confronto la forma della foglia e il suo profumo.
Le alternative più scenografiche
Ci sono altre soluzioni da considerare.
Tillandsia
È una epifita, cioè una pianta che non cresce con le radici affondate nel terreno. Si nutre e si disseta attraverso i tricomi, piccole strutture che punteggiano le foglie. Sta in composizioni sospese, appesa a rami o pareti.
Glicine
I fusti si attorcigliano da soli. Cresce come rampicante e cresce in alto e si allarga.
Euphorbia characias ssp. wulfenii
Foglie un po’ azzurrine, fioriture molto chiare e vistose, si trova bene nei posti pieno sole e nei giardini dal sapore mediterraneo.
Una scelta equilibrata per dare carattere al giardino
L’alloro rimane tra le scelte che, alla prova dei fatti, funzionano meglio. Il verde è costante e si lascia potare. Sta bene accanto a uno stile più classico e in contesti più lineari e attuali.




