I segnali che indicano l’invecchiamento nel gatto: come riconoscerli

Il gatto che fino a poco tempo fa saltava sul davanzale in un attimo, all’improvviso una sera resta lì, fermo davanti al divano, guarda in alto, ci pensa un po’ e poi rinuncia. L’invecchiamento nel gatto non arriva tutto in una volta, ma si fa strada con piccoli segnali fisici e comportamentali.

Quando un gatto entra nell’età anziana

Di solito un gatto viene definito maturo tra i 7 e i 10 anni, anziano dopo gli 11 e geriatrico oltre i 15. I primi cambiamenti possono farsi notare attorno ai 7 anni, specie nei soggetti che hanno problemi articolari, ai denti o legati al metabolismo.

Con il passare degli anni, nei gatti cambiano l’aspetto, il modo in cui si muovono, come dormono, come mangiano e il rapporto che hanno con la casa.

I segnali fisici più frequenti

Tra le prime cose che si notano c’è il mantello. Possono spuntare peli bianchi o grigi, di solito sul muso o sulla testa, e il pelo può apparire meno lucido. Se il gatto inizia a pulirsi meno, possono esserci dolori alle articolazioni, fastidi ai denti o meno agilità nei movimenti.

Ci sono alcuni segnali:

  • difficoltà a saltare, fare le scale o tirarsi su dopo aver riposato
  • rigidità nei movimenti
  • perdita di massa muscolare, soprattutto sulla schiena e sulle zampe posteriori
  • unghie più spesse o fragili

Spesso c’entra l’artrite, un’infiammazione delle articolazioni.

Anche peso e appetito vanno tenuti d’occhio. Un gatto anziano può iniziare a dimagrire perché non assimila più come prima nutrienti e grassi, oppure semplicemente perché mangia meno. Succede anche il contrario: chiede cibo di continuo, eppure perde peso lo stesso. In questi casi è bene farlo vedere al veterinario, perché potrebbe trattarsi di ipertiroidismo o di problemi ai reni.

Vista, udito e altri sensi che cambiano

Con gli anni i sensi possono cambiare un po’ alla volta. Gli occhi, per esempio, possono essere “appannati”, a volte per nucleosclerosi, un cambiamento del cristallino piuttosto frequente nelle persone anziane. Anche l’iride può dare segni di assottigliamento, e il riflesso della pupilla tende a diventare meno rapido.

L’udito può affievolirsi piano piano. Può comparire anche un leggero cattivo odore corporeo, la pelle diventa più sensibile o con piccole dermatiti: spesso c’entrano un grooming meno accurato, a volte qualche problema nascosto.

Un altro segnale è quando aumentano sete e minzione. Se la ciotola dell’acqua si svuota più in fretta del solito, o trovi la lettiera più bagnata, nei gatti anziani spesso indica problemi ai reni o alle vie urinarie.

I cambiamenti nel comportamento

Con il tempo non è solo il corpo a cambiare. Anche il modo di fare, di reagire alle cose di ogni giorno, può diventare diverso.

  • confusione o disorientamento, ad esempio quando sembra perdersi per casa o non trova più con sicurezza cuccia o lettiera
  • vagabondaggio notturno o miagolii diversi dal solito
  • stanchezza, gioca meno e si muove poco
  • cerca meno il contatto, oppure appare più agitato o in allerta
  • minzione fuori dalla lettiera, magari legata a difficoltà nei movimenti, calo della vista o disturbi urinari

Dietro possono nascondersi un decadimento cognitivo o un problema medico.

Cosa tenere d’occhio a casa

Per vedere se il gatto sta davvero cambiando, può aiutare osservarlo con attenzione per qualche giorno:

  • come salta
  • se si lava meno del solito, in particolare su schiena e fianchi
  • se mangia o lascia il cibo nella ciotola
  • se beve molto più di prima
  • se usa la lettiera come al solito oppure qualcosa è cambiato
  • se dorme di più

Un piccolo diario può dare una mano.

Quando sentire il veterinario

Per i gatti che non sono più giovanissimi, e soprattutto per quelli anziani, è una buona idea fissare un controllo dal veterinario ogni 6 mesi. Se dimagrisce senza motivo, beve molto più del solito, fa più fatica a muoversi, appare spaesato o cambia modo di usare la lettiera, conviene farlo visitare prima.

Vuol dire dare al gatto anziano quello che gli serve: un po’ più di comodità, controlli regolari e qualche piccolo cambiamento in casa, magari una lettiera più facile da raggiungere, le ciotole leggermente rialzate, un paio di posti tranquilli dove possa riposare.

Redazione Il Biogas

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