Apri la porta di casa e il tuo gatto non arriva. Sta sotto il letto e, quando allunghi la mano per una carezza, si tende. Spesso il dolore nei gatti parte da particolari minuscoli.
Perché è così difficile accorgersene
I gatti tendono a nascondere il malessere. In natura, far vedere che si sta male può diventare un problema. I segnali arrivano come cambiamenti nel carattere, nelle abitudini di tutti i giorni o nel modo in cui si mettono seduti o si muovono.
Spesso i proprietari arrivano dal veterinario dicendo che il micio “sembra solo un po’ più sulle sue”.
I cambiamenti di comportamento da non sottovalutare
Di solito il primo campanello d’allarme è un comportamento diverso dal solito per quello specifico animale.
Osserva se:
- tende a isolarsi più del solito
- va a nascondersi in posti un po’ strani, dove di solito non sta
- cerca meno il contatto con le persone o con gli altri animali
- non gioca più come prima, o sembra molto meno curioso
- diventa più irritabile, soffia, scansa la mano o reagisce male al contatto
- non vuole essere preso in braccio o toccato in una certa zona del corpo
Le abitudini quotidiane raccontano molto
I veterinari tornano spesso su questo aspetto, proprio perché il dolore cronico si nota soprattutto nei piccoli gesti che si ripetono giorno dopo giorno.
Occhio in particolare a questi punti:
- appetito che cala, o proprio niente voglia di mangiare
- cambia quanta acqua beve, a volte molta di più, a volte quasi nulla
- usa meno la lettiera, oppure fa i bisogni dove non dovrebbe
- sonno diverso dal solito, più nascosto o sempre raggomitolato in un angolo
- meno voglia di saltare su divano, letto o mensole
Quest’ultimo segnale si vede spesso nei gatti adulti e anziani con artrosi. Non sempre zoppicano in modo evidente.
I segnali fisici e la mimica facciale
Il corpo del gatto dice un sacco di cose.
I segnali sono questi:
- postura rigida o un po’ ingobbita
- movimenti lenti, incerti, oppure una lieve zoppia
- pelo più spento
- leccamento insistente di una zona
- miagolii diversi dal solito, lamenti, vocalizzi più frequenti
- occhi più socchiusi
C’è poi la mimica facciale, oggi valutata anche con strumenti clinici come la Feline Grimace Scale. I segnali più tipici sono orecchie schiacciate o rivolte di lato, occhi stretti o semi chiusi, baffi rigidi, guance tirate e la testa tenuta più bassa.
se il muso del gatto sembra un po’ “tirato”, meno disteso del solito, è qualcosa che va osservato con attenzione.
Come fare un controllo semplice a casa
Può aiutare dare un’occhiata a come stanno le cose di solito e fare un confronto con il comportamento abituale.
Osserva l’andamento per 2 o 3 giorni:
- quanta pappa e quanta acqua consuma
- dove si sistema per dormire e in che posizione sta di solito
- se continua a fare i suoi soliti salti
- come si comporta con la lettiera
- se cambia umore quando lo accarezzi o lo tocchi
Meglio evitare di premere troppo con le mani. Non si tratta di fare una diagnosi a casa, ma solo di raccogliere qualche segnale da raccontare poi al veterinario.
Quando è il caso di chiamare il veterinario
A volte basta anche un solo cambiamento che non passa per dover far controllare il gatto. Se smette di mangiare, miagola come se avesse male, si muove a fatica oppure tende a sparire e stare nascosto più del solito.
Nei gatti il dolore spesso arriva piano, quasi di nascosto, e chi li ha accanto davvero è la prima persona che può rendersene conto.




