L’errore comune con i termosifoni che può far salire la bolletta del riscaldamento

Accendi il riscaldamento, aspetti qualche minuto e la stanza sembra ancora fredda, anche se il termosifone è bollente. Poi guardi meglio e trovi davanti una tenda pesante, un mobile basso oppure un copritermosifone chiuso. È uno degli errori più comuni in casa, e può far salire la bolletta perché il calore non si diffonde bene e l’impianto lavora più a lungo del necessario.

Il problema non è il singolo radiatore, ma come viene usato. Se il calore resta intrappolato vicino al muro o sotto il davanzale, la stanza si scalda lentamente e il termostato continua a chiedere energia.

Perché questo errore pesa davvero sui consumi

Un termosifone funziona bene quando l’aria calda può muoversi liberamente nell’ambiente. Se davanti ci sono ostacoli, si crea una sorta di “tasca” di calore che resta lì, invece di distribuire temperatura nella stanza.

Nella pratica, chi si occupa di impianti domestici nota spesso tre situazioni tipiche:

  • tende lunghe che coprono il termosifone
  • mobili troppo vicini
  • copritermosifoni decorativi poco aperti

Il risultato è semplice: per percepire lo stesso comfort, si tende ad alzare i gradi o a lasciare acceso più a lungo il riscaldamento. Ed è qui che la spesa può aumentare.

L’altro errore da non ignorare: l’aria nei termosifoni

C’è poi un secondo problema molto diffuso, non spurgare i termosifoni. Quando entra aria nell’impianto, il calore non circola bene all’interno dell’elemento. In genere si nota perché la parte alta resta tiepida o fredda, mentre quella bassa è più calda.

Lo spurgo è l’operazione con cui si fa uscire l’aria dal circuito. È un controllo semplice, ma va fatto con attenzione e possibilmente a impianto spento. Se un termosifone scalda male, fa piccoli rumori o richiede molto tempo per andare a regime, questa verifica è spesso la prima da fare.

Come capire se stai sprecando calore

Ci sono alcuni segnali pratici molto chiari:

Controlla questi punti

  • il termosifone è coperto, anche solo in parte
  • la stanza resta fredda nonostante il termosifone caldo
  • il termostato viene alzato spesso
  • alcuni elementi scaldano in modo irregolare
  • vicino al termosifone fa molto caldo, ma a centro stanza no

Un’abitudine utile è lasciare almeno un po’ di spazio libero davanti e sopra il termosifone, evitando tessuti pesanti o arredi addossati.

Quando conviene sostituirli

Se l’impianto è molto datato, il problema non è solo l’uso scorretto ma anche l’efficienza complessiva. Radiatori moderni e una migliore termoregolazione possono aiutare, soprattutto se abbinati a caldaie più efficienti o pompe di calore.

Per il 2026, secondo le regole generalmente richiamate da Agenzia delle Entrate ed ENEA, la sola sostituzione dei termosifoni di solito non basta per ottenere la detrazione. Rientra più facilmente in Ecobonus o Bonus Casa quando fa parte di un intervento più ampio di efficientamento energetico o ristrutturazione straordinaria.

In molti casi si parla di:

  • 50% di detrazione per abitazione principale
  • 36% per seconde case
  • tetto massimo di spesa che può arrivare a 96.000 euro, con recupero in 10 rate annuali

Le percentuali e l’ammissibilità concreta, però, possono variare in base al tipo di immobile, ai lavori eseguiti e agli aggiornamenti normativi.

Basta poco per evitare sprechi: liberare i termosifoni, controllare l’aria nell’impianto e usare bene il termostato. Prima di pensare a lavori costosi, spesso conviene partire da questi dettagli quotidiani, perché è proprio lì che una casa comincia davvero a scaldarsi meglio, e a consumare meno.

Redazione Il Biogas

Redazione Il Biogas

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